F.C. Murmeli – Approfondimento didattico

Approfondimento didattico a cura di Alessandro Fainello

Il calcio
Il mondo del calcio viene raccontato con ironia. Lo spirito con cui queste due squadre affrontano la partita ricorda gli incontri del campionato di Pallastrada giocati nel libro La compagnia dei Celestini di Stefano Benni.
Ogni terreno è buono per giocare anche se siamo sulle Alpi, il campo è in discesa e pieno di buche.
Non importa se la porta in realtà è una mucca o se l’arbitro si distrae costruendo castelli di carta con i cartellini delle ammonizioni: l’importante è giocare!

Pallastrada… il qui si può!
“Lupetto ha undici anni, i capelli alla Giovanna D’Arco. vestiti un po’ sghembi e una riga di necrologio sulle unghie. Porta al fianco un pallone bianco di modello Zico che ogni tanto fa rimbalzare nel silenzio del pomeriggio. A questo suono subito sbucano dalle finestre parti superiori di omacci irati urlando:
“Proprio qua devi venire a giocare?”
Da ciò Lupetto ha derivato una personale mappa del mondo. Un gigantesco unico continente, il Proprioquà, terra degli Uomini Sporgenti, da cui lui è escluso e da cui in eterno deve fuggire verso una piccola isola, il Quisipuò, dove forse non arriverà mai.”
Stefano Benni, Comici, spaventati, guerrieri, Feltrinelli, 1986, pag 17.
Proposta didattica
Ritrovare attraverso riferimenti narrativi e filmici che raccontano il calcio spunti per attività da realizzare in classe. Possono essere approfonditi contenuti relativi alla lealtà, il gioco in gruppo e il rispetto delle regole.
Scrivere la telecronaca di una partita, anche di un altro sport, giocata tra animali o personaggi particolari.

Spunti. Il calcio e il cinema
Jimmy Grimble
Recensioni: 12

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Spunti. Il calcio e la narrativa
Lettera a mio figlio sul calcio di Darwin Pastorin, Ed. Mondadori, 2002
E’ poesia in prosa, questo libro, in cui un padre ripercorre le tappe della sua infanzia, della sua giovinezza, della sua maturità, tappe che sono sempre inevitabilmente contrassegnate da un calciatore, da una squadra, da una partita. E così l’infanzia in Brasile (Pastorin è molto orgoglioso di essere nato lo stesso giorno in cui esordiva in nazionale Garrincha), la giovinezza a Torino, la maturità in giro per i campi di tutto il mondo, sempre dietro al pallone, ma al racconto del pallone, della sua bellezza e delle sue brutture.

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